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giovedì 30 aprile 2015

come usare la gomma crepla

Come usare la gomma crepla



Non credete a chi scrive “è facilissimo da usare” non ci sono materiali “facilissimi” che pure i meno esperti  possono usare ognuno di loro ha la sua particolare difficoltà soprattutto per chi non lo ha qualcuno accanto che lo possa aiutare e far vedere come si fa.
Prendiamo ad esempio la gomma crepla (o gomma eva; eva foam ognuno la chiama come vuole), tecnicamente è una schiuma in lattice.
Molto duttile, si taglia, si incolla, è  impermeabile e si può modellare previa riscaldamento col ferro da stiro.
Con essa ha realizzato, non senza un iniziale difficoltà  molti lavori tra cui i  miei preferiti la gabbia e le stelle di natale.

Ci sono solo pochi piccoli difetti nell’usarla, il primo è che essendo una gomma, non sempre su di essa si impressiona bene la formina, anzi, mi è capitato molte volte che ho dovuto poi tagliarle ad occhio.
Se dopo aver impresso la forma si volesse riscaldare la gomma, ricordatevi che essa tenderà sempre a cancellare tutti  i segni fatti in precedenza e quindi anche la forma da noi impressa.
Ma se si usa un ago da ricamo (punto croce che ha la punta arrotondata, o la punta delle forbicine, dato che è un solco più profondo il segno resterà.
Anche se non è molto carino poi da vedere.
Queste difficoltà le ho incontrate realizzando i fiori e soprattutto i petali più piccoli.
Si potrebbe riscaldare prima la gomma, imprimere poi la formina e poi tagliarla, ma una volta che al fiore dobbiamo dare la forma e riscaldarlo nuovamente le forme all’interno scompariranno.
La gomma non è adatta per lavori di precisione.
Per la gabbia invece poiché erano strisce rettangolari regolari e lunghe è stato facile sia modellarle che incollarle, resta un po’ morbido ma è bello lo stesso.


Le roselline sono venute bene, ma le forme le ho realizzate con una formina a cinque petali.
Daggry


lunedì 27 aprile 2015

Come usare i colori per ceramica

Come usare i colori per ceramica

Preferire i colori a freddo o  a caldo?
Vi siete mai posti il problema?.
Io si e la scelta è stata difficile poiché non li avevo mai usati prima.
Tanti anni fa a scuola, i miei amici della sezione “ceramica” usavano come pigmenti la polvere di ceramica, la diluivano prima di usarla, e infornavano ad alte temperature e con forni appositi il tutto per rendere permeabile il colore.
Oggi invece esistono i colori sia a caldo da usare anche nei forni tradizionali che a freddo da far asciugare all’aria.
Una bella innovazione che dà a tutti la possibilità di usare questa tecnica.
Ma quale scegliere?.
Da quel che ho potuto capire quelli a caldo sono più resistenti nel tempo, ma devono essere cotti nel forno di casa e quindi per essere più sicuri si dovrebbe usare un fornetto a posta per loro e aerare benissimo l’ambiente ( non so se i fumi possono essere dannosi, di certo non fanno bene).
E quanti di noi hanno un forno anche piccolo dedicato?. Spero tanti, io non ce l’ho e quindi ho uso quelli a freddo. 


Questi colori sono costosi, ho solo due colori al momento, quelli usati per le bomboniere.
Il costo è abbastanza alto dei colori per ceramica, ne ho solo due al momento, quelli usati per le bomboniere, due ocra, che mi sono costati più di € 4,80 cad. mi sono riproposta però di prendere il giallo limone e il blu per realizzare un bellissimo cesto di limoni su una ciotola in porcellana.
Non stupisce che quando andate a comprare questi manufatti realizzati a mano costino tanto, consiglio di usarli con parsimonia e solo per lavori importanti.
Per quanto riguarda come usarli, non c’è molto da dire, l’etichetta riporta che i pennelli possono essere dice che endo a base d’acqua si diluiscono appunto con semplice acqua fresca?, anche i pennelli. Io però ho usato un piccolissimo pezzo di spugna (per cucina) che poi ho gettato. Si possono tranquillamente mescolare tra loro ma è un’altra cosa usarli puri, magari sovrapponendoli sulla ceramica fino a mischiarli naturalmente.
Alcuni usano i colori a freddo anche sul vetro, ma non l’ho mai provato e non saprei consigliarvi, però non dovrebbero esserci problemi anche se consiglio di provare prima su una piccola superficie (ma con quello che costano, rispetto ai colori per vetro non vale la pena consumarli).
Se volete altri consigli o farmi vedere i vostri lavori, scrivetemi ance su
Daggry

Una nota importantissima: Il lavoro realizzato con i colori per ceramica a freddo non può essere messo né in forno, né in lavastoviglie e soprattutto NON PUO’ ESSERE USATO PER ALIMENTI DI NESSUN GENERE NON AVVICINARLI AL CIBO. Il lavoro è solo decorativo e la stessa accortezza la userei anche per quelli a caldo, poiché a mio avviso non viene usata una grossa temperatura per cuocerli e renderli impermeabili. 

domenica 26 aprile 2015

consigli per dipingere su vetro

Consigli per dipingere su vetro


Molti neanche si avvicinano all'arte del vetro pensando che sia una tecnica adatta solo agli artisti più promettenti.
E in effetti è così anche se qualche piccolo lavoretto lo possiamo fare anche noi.
Gli occorrenti sono pochi ma fondamentali, prima di tutto i colori per il vetro, oggi giorno non è come quando andavo a scuola e ti salassavano con una singola boccettina, allora ceravo di risparmiare su tutto, ma i professori esigevano giustamente determinati materiali che ci dividevamo tra amici.
Nei negozi di hobbistica si vendono anche piccole confezioni da 5 o 6 boccettine intorno ai 5,00€.
Poi avete bisogno di alcool puro (quello per disinfettare e che si trova nei supermercati e costa € 1,00, non prendete quello profumato però, non serve per pulire i pennelli.

Con l’alcool potete anche diluire i colori.
Poi ci sono i pennelli di varie misure, un pezzo di vetro su cui dipingere (anche i pico-glass per fotografie andranno bene), e il filo di piombo.
Per chi non sa proprio niente di pittura su vetro, nei negozi specializzati dovete chiedere proprio del “filo di piombo” o “pasta al piombo” come lo chiamano gli esperti.
Purtroppo in questa tecnica non si possono sostituire i materiali, perciò usarla risulta più cara delle altre.
Il filo di piombo si trova in diversi colori tra cui il classico nero, oro e argento e costa circa 6,00€, si trova in tubetto con un cappuccio lungo e sottilissimo.
Usarlo è la cosa più complicata che esista, perché alla fine il polso ti si sloga anche se hai molta pratica.
Scherzi a parte, non è facile maneggiarlo, perché per ottenere un buon risultato bisogna essere precisi, non sbavare e non spezzarlo né creare dei rigonfiamenti.
Un buon lavoro consiste in un decorazione lineare, deve risultare continuo come se fosse stato applicata da una  macchina.
A scuola una delle mie migliori amiche era formidabile!!!.
Io me la cavavo, ma ancora oggi ne combino di pasticci!!!!.
la difficoltà a mio avviso sta tutta li, nel filo di piombo.
Ma superato questo, il resto è semplice.
Per le prime volte fate piccoli lavori su vetri non costosi, stampatevi un immagine dai tratti decisi e chiusi, semplice, in bianco e nero.
Attenzione alle immagini complicate, piacciono a tutti, ma i contorni risulteranno complicati. Poiché il filo di piombo deve avere una sua linearità, non si può incrociare troppo.
Attaccate bene sul retro la vostra immagine, e cominciate a usare il filo di piombo.
Se avete sbagliato, non provate a toglierlo subito con uno straccetto o ovatta, si sporcherebbe solo il vetro sotto, aspettate che si asciughi, e con un unghia toglietelo, vedrete che si sfilerà subito solo quello che vorrete togliere.
Una volta finito, fatelo asciugare molto bene un paio di giorni. Se non è asciugato bene non si può passare il colore.
Dopo aver ottenuto il vostro negativo, potete anche togliere il foglio da dietro e cominciare a pitturare.
Vi domanderete, a che serve il filo di piombo?
Il colore per il vetro è molto diluito, acquoso, si può anche usare “nudo”, a pennellate fluide come fosse un acquerello, (realizzai un bel lavoro per la scuola, gli occhi di una ninfa attorniata da tantissimi fiori e frutta, ma ahimè non lo trovo più!), ma se volete un effetto vetrata lo dovete usare.
E il colore va messo dentro gli spazi ottenuti con il filo.
Cercate di non mischiate i colori, si può fare ma cercate di usarli puri, se proprio volete farlo per esempio per la pelle, avvicinateli delicatamente.
Abbondate, ma non sbordate dai contorni.
In commercio si trovano i più comuni colori che vanno bene sia per vetrate che per altri lavoretti su vetro, cristallo, bottiglie etc.. sono trasparenti (che fanno passare la luce) ed hanno una buona tenuta e quelli coprenti (che sono più degli smalti coprenti che non fanno passare la luce) ma entrambi danno un risultato lucido e d’effetto. Qualcuno usa anche il colore per ceramica a freddo.
I supporti sono tutti ciò che è vetro e cristallo, da bottiglie di recupero a bicchieri, specchi, pico-glass, vetri con cornici, boccioni di vino etc. negli anni ’70 era di gran moda decorare le bottiglie e i bicchieri in tutta Europa.
Se col tempo la polvere si accumula, il lavoro va pulito solo con un panno morbido, no ovatta e detersivi. Se proprio è tanto impolverato passatelo velocemente sotto l’acqua e asciugatelo delicatamente (è preferibile non farlo mai) il colore tiene perché è a base d’alcool ma c’è il filo di piombo, non si sa mai.
Un ultima curiosità, esiste la tecnica della raschiatura che ho usato assai poco fin ora.
Per chi la sa realizzare è molto suggestiva, consiste nel coprire con un unico colore di fondo, aspettare che questi si asciughi bene e poi con un raschietto sottile o le punte per incisione elettriche, per ottenere il disegno si elimina il colore in eccesso, se si creano errori si ripassa col colore di fondo.
Sembra facile ma è abbastanza complesso, magari qualche volta ne faccio uno. Fare attenzione a non graffiare sotto il vetro. Questa tecnica è adatta soprattutto per le lampade perché una volta accese si vedrà tutta la bellezza del lavoro.
Di seguito vi do qualche suggerimento realizzare questa tecnica, i disegni li ha realizzati Sabina Simone mentre la grafica è mia.













  Per pulire i pennelli usate solo alcool puro, no acqua, una volta si usava l’acqua ragia, ma fa male, è pericolosissimo, vi rovina le mani ed è dannoso anche per l’ambiente. Lavorate quindi in un ambiente areato o fuori  casa.
Se volete qualche altro consiglio, farmi vedere i vostri lavori, contattatemi anche per e-mail daggryfaidate@gmail.com.
Daggry.

giovedì 23 aprile 2015

come usare i fogli di rame

Usare i fogli di rame
Quando comincio a lavorare con i fogli di rame mi capita di usarli nei miei progetti con riserva.
Sono un po’ cari da acquistare e ho sempre paura di finirli.
Allora non spreco nulla e taglio e modello sempre cercando di usare ogni piccolo pezzo anche gli scarti.
Sarò sicuramente esagerata ma non mi piace lo sperpero, ma devo dire che i lavori con i fogli di rame sono proprio belli e fanno un certo effetto per chi come me ama il color rame.

Per quanto riguarda la grandezza, l’ho trovato dai fogli A7 piccoli a l’A4 (i prezzi variano se andate da un fornitore oppure in un negozio specializzato o su internet). Non sono comunque economici, in compenso si tagliano facilmente anche con piccole forbici da manicure o da sarta e con pochi arnesi di fortuna si possono creare bellissimi e svariati lavori.
Come dico sempre nessun materiale è facilissimo da utilizzare, ma acquisendo un po’ di pratica si possono ottenere buon risultati.

                               

L’ arnese usato per incidere la lastra è il bulino che si può sostituire facilmente con una penna biro che si ha in casa, o il manico di un giravite per i lavori più grossi o qualsiasi cosa non abbia la punta e che sia arrotondata.
Il bulino ha tantissime misure ma non ricordo di averne mai visti di molto grossi e spessi.
Poi ci vuole il tappetino da sotto, troverete sempre le immagini di un tappetino verde millimetrato, ma andrà benissimo un vecchio tappetino per mouse rovesciato (usate la parte morbida) che sicuramente costa molto di meno.


Ci sono vari modi per usare questi fogli, vi spiego le tecniche che ho usato nei miei post.
C’è quella del decoupage (vedi post: fogli di rame).
Si usa la tecnica del decoupage per incollare l’immagine sopra il foglio (dalla parte del color rame) e poi, proteggendo il lavoro con un foglio di plastica (buste proteggi documenti con fori costo circa 0,10€, si ricicla e si usa per tantissimi lavori) si comincia ad incidere i contorni che si vogliono mettere in evidenza, Una volta fatto dentro i contorni si passa il bulino facendo dei solchi grossi quanto il contorno, attenzione a non pressare troppo se no si creeranno dei solchi e spaccature sul retro o si può addirittura bucare il foglio di rame.
Una volta girato si vedrà il particolare ben evidenziato ed in 3D.
Prima di incidere il lavoro, passate solo una mano di vernice lucida finale sul decoupage.


C’è quella dell’incisione (vedi stelle di natale con fogli di rame o l’elmo).
Qui ci vuole più manualità e fantasia, perché in effetti si deve seguire solo un impronta del lavoro che vogliamo far uscire. Consiste nel prendere delle sagome anche fatte da noi con un foglio di carta o cartoncino, riportarle con un pennarello indelebile sottile  sul foglio di rame (dalla parte dell’argento) e tagliare semplicemente. Se si vogliono realizzare dei fiori, si tagliano i petali (diverse misure).
Qui o usate un bulino assai piccolo (non mi trovo perché le venature sono lunghe e il bulino è tondo) oppure usate una penna senza più inchiostro, un ago da punto croce, o un qualsiasi altro arnese con punta tonda e sottilissimo. Mi guardo sempre intorno per cercarli e non uso mai le stesse cose perché ogni lavoro ha bisogno di utensili diversi perché diverse sono le situazioni che si vengono a creare.
La ricerca di nuovi materiali da sperimentare per noi che amiamo gli hobby creativi è fondamentale, ma per quanto cerchi non riesco a trovare un supporto che non sia stato ancora usato da nessuno.
Continuerò a provare e a tenervi al corrente dei progressi.
Daggry

lunedì 13 aprile 2015

Cosa farne di tutti i nostri ricami?


Cosa farne di tutti i nostri ricami? 
Vi è mai capitato di dire …”Basta, non ricamo più, perché non so dove metterli?!”
A me si, e molte volte, ho la casa così piena di quadretti, pannelli e banner che non so più dove metterli.
E quando vedo qualcosa che mi piace, ci penso due, anzi, tre volte, prima di realizzarlo.
Ed è un peccato perché ultimamente ho trovato degli schemi niente male, per non parlare poi di quando stai per finire un lavoro ed ecco che ne trovi subito un altro che ti ispira di più, dovrei averne attualmente tre incompiuti.
E riprenderli è un vero enigma, è difficile districarsi con quello che mesi prima hai scritto su foglietti sparsi per il ricamo, punti già fatti e matassine che hai trasportato da altre parti ….;
ecco alcuni piccoli accorgimenti che mi sono sembrati utili:
1) Fare sempre le fotocopie a colori dello schema (se volete in bianco e nero vi consiglio di stamparle con fotocopiatrice laser, perche quelle normali usano un toner che non solo tende a sbiadirsi col tempo, ma i lasciano le mani e il lavoro neri anche subito.
2) Scrivere sempre tutto ed in modo chiaro su un cartoncino, anche le matassine usate e il relativo simbolo mettendo tra parentesi magari dove avete trasferito il colore es.: 989dmc (trasportato da punto croce mare a punto croce casetta);
3) se dovete cambiare un colore con un altro, scrivere sempre la sostituzione es.: (225dmc -71profilo);
4 )Lasciarci un ago attaccato vicino vi farà risparmiare tempo, quando servono non si trovano mai!!!.
5) conservare il tutto in una bella scatola di latta, dopo aver gustato i biscotti all'interno, vi resterà l’odore e il ricordo dei saporiti pasticcini. Poi la scatola la potete decorare con stoffe o decoupage.
6) lasciateci se potete le matassine all'interno;
7) proteggete il lavoro tra due pezze vecchie possibilmente di lino o cotone bianchi. (vecchie lenzuola o asciugamani).
Se non siete pratiche come me di patchwork (non ci ho mai ancora provato), è davvero complicato dare una sistemazione ai nostri lavori una volta finiti, se ne avete abbastanza di cuscini, portabiancherie, quadri, banner, tovaglie, usate una soluzione temporanea, sistemateli uno sopra l’altro intercalandoli con una larga pezza di vecchio lino, senza mettere né profumi, né palline di naftalina.

Prendete poi una busta aspiratutto e togliete l’aria in eccesso, questo garantirà una minima protezione all'ingiallimento.
Poggiatelo in un cassetto che non aprite quasi mai o sotto al letto.
Daggry

venerdì 10 aprile 2015

problemi con il decoupage

Problemi con il decoupage

Quante volte ci capita di stendere il nostro foglio di decoupage. e trovarsi con quelle brutte  bolle o peggio, con le pieghe?!.
Si perde tantissimo tempo e fantasia, con la consapevolezza che il risultato poi non è quello sperato.
Più che la frustrazione perché non si è riusciti nell'intento subentrano il pensiero dei costi, che con questa crisi non possiamo permetterci.
Ecco alcuni consigli che ci hanno aiutato a superare questa fase:
1) il problema si presenta quando dobbiamo incollare un grande foglio di decoupage.
foglio più grande di un formato A4

Fino a che usiamo piccoli o medi supporti, è facile giostrare il lavoro, ma la difficoltà arriva quando il foglio è maggiore o uguale di un foglio A4 (fg. standard per stampanti).
Che si usino i fogli stampati, i fazzoletti, o la carta di riso il discorso non cambia, le bolle e le grinze si fanno sempre.

decoupage con fogli già stampati

Per quanto riguarda la carta e i fazzoletti di riso, non usate una colla troppo liquida, già di per se questi due materiali sono leggeri anche al tatto ed hanno fibre molto leggere, alcune carte di riso sono ricavate dalla pianta di gelso, ed hanno bisogno di una quantità minore di acqua per ammorbidirsi. Non lasciatele mai in ammollo nella vaschetta, ma passate sul supporto una quantità modesta di acqua e colla e poggiatevi sopra con gran cura il foglio o fazzoletto se l'immagine deve essere presa per intero.
Se invece dovete solo dare un fondo al vostro lavoro, molti consigliano di spezzare con le mani la carta e incollare i vari pezzi avendo cura di non sovrapporli.
A me questo non è mai riuscito, il lavoro mi risulta "un pò confuso" e molto poco ordinato. Andrà sicuramente molto bene alle esperte, ma a chi come noi che siamo i "Paperino" del lavoro non lo consiglio.
La carta di riso è ottima comunque per chi vuole un bel lavoro da regalare o per fare bella figura o per vendere. I suoi costi sono vari e devo dire che quelle rare volte che ne compro una, poi non ho il coraggio di usarli e me le conservo, usando le riproduzioni a colori.

decoupage con carta di riso

Più economica, con pregi e difetti da considerare, sono appunto  le fotocopie a colori laser/inkjet.
I fogli di carta in commercio ce ne sono davvero tanti, prendiamo in considerazione quella più usata, 80 gr. bianca per stampanti.
Il lato positivo è che è molto più economica rispetto a carte di riso e carte stampate comprate, soprattutto se la stampante ed i fogli sono i vostri. Si possono scegliere soggetti difficili da reperire o crearveli da soli e li avete disponibili sempre.
decoupage con fogli stampati laser a colori
Il lato negativo è che ci vuole molto più tempo per ammorbidirla, perché ha fibre più dure rispetto alla carta di riso, ha bisogno di una maggiore quantità di acqua e colla per attaccarsi, non è lucente come le altre, dovete fare molta più attenzione nell’incollarla, perché la differenza tra il supporto e la carta potrebbe notarsi una volta asciugata e soprattutto ha bisogno di essere preparata prima di essere usata.

Un operazione assai semplice ma che potrebbe farvi perdere un po’ di tempo.
Questa operazione consiste nel passare sui fogli fotocopiati della lacca economica per capelli prima di bagnarli sia che esse siano laser o inkjet a colori o in bianco e nero è necessario, se no il colore sbava e perdereste tutta la stampa.
Ma se questa operazione la fate in un momento di tranquillità ve la trovate e non dovrete poi perdere tempo.
tecniche varie di decoupage e frammenti di rame

È la soluzione che preferisco, perché abbastanza economica, ma usate una stampante laser a colori, per stampare usano il toner e sono più resistenti e lucenti rispetto ad una inkjet che usa pigmenti a base d’acqua.

Dopo averla lasciata per qualche secondo nella vaschetta piena d’acqua, il foglio deve essere tamponato dall’eccesso di acqua e poi incollato con la tecnica normale del decoupage.
Piccoli accorgimenti che vi faranno guadagnare tempo e denaro!!!.
Daggry.

decoupage con fogli comprati 

decoupage con fogli stampati 


patchwork


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martedì 7 aprile 2015

coffee cross stitch

Coffee cross stitch

con cornice decorata



Si realizza in pochi giorni questo lavoretto, anche per le poco esperte come noi.

 

Basta procurasi una cornice anche grezza, piccoli oggetti realizzati con la polvere di ceramica (anche scarti), un pezzo di tela aida, lo schema di una caffettiera, poche matassine da ricamo, un ago e un pò di precisione che manca sempre a me!!! 


Ricamate su un pezzetto di tela aida la vostra caffettiera tenendo solo presente che dovrà andare dentro la cornicetta.


Alla vostra cornicetta attaccateci ai quattro lati gli oggettini, io li ho ricavati con la polvere di ceramica, come formine ho usato (difficile ma non impossibile trovarli) quelle per il cioccolato.
tutto pronto,davvero semplicissimo!!
Daggry